Bea De Giacomo

Varese, 1982, vive e lavora a Milano Laureata nel 2008 presso l’Istituto Europeo di Design di Milano, inizia a lavorare come fotografa free lance, specializzandosi nella fotografia di still life. Negli ultimi anni si è dedicata al ritratto e a progetti editoriali. Il suo lavoro è conosciuto a livello internazionale e le sue collaborazioni annoverano riviste e brand prestigiosi quali The New York Times, Wallpaper*, Vogue, Mousse Magazine, Missoni e Alessi. Nel 2016 viene scelta da Mousse per firmare la campagna di comunicazione di Miart 2016. Tanto il suo lavoro commerciale quanto quello personale, sono caratterizzati da uno stile pulito e incentrato sulla ricerca dell’armonia tra forma e composizione, con l’intento di conferire naturalezza e semplicità anche agli scenari più costruiti, attraverso il calcolo e controllo dell’imperfezione. La semplicità è alla base anche del suo lavoro personale che è sempre stato di matrice vernacolare e si sviluppa intorno alla quotidianità e alla sfera intima; indaga sui luoghi, sui rapporti e le connessioni familiari, in un contesto domestico e spesso rurale. Tra le principali mostre collettive si ricordano Jump presso Art-O-Rama (Marsiglia, 2014), Soup of flies presso Pomo Gallery (Milano, 2014), Disappearance in occasione di PhotoArtVerona (Verona, 2011), Sie Leben presso AC-Galerie (Berlino, 2010), Prime Visioni presso Galleria Belvedere (Milano, 2010), (F)our in occasione del festival Fotografia Europea (Reggio Emilia, 2009).

Bea De Giacomo

Varese, 1982, vive e lavora a Milano Laureata nel 2008 presso l’Istituto Europeo di Design di Milano, inizia a lavorare come fotografa free lance, specializzandosi nella fotografia di still life. Negli ultimi anni si è dedicata al ritratto e a progetti editoriali. Il suo lavoro è conosciuto a livello internazionale e le sue collaborazioni annoverano riviste e brand prestigiosi quali The New York Times, Wallpaper*, Vogue, Mousse Magazine, Missoni e Alessi. Nel 2016 viene scelta da Mousse per firmare la campagna di comunicazione di Miart 2016. Tanto il suo lavoro commerciale quanto quello personale, sono caratterizzati da uno stile pulito e incentrato sulla ricerca dell’armonia tra forma e composizione, con l’intento di conferire naturalezza e semplicità anche agli scenari più costruiti, attraverso il calcolo e controllo dell’imperfezione. La semplicità è alla base anche del suo lavoro personale che è sempre stato di matrice vernacolare e si sviluppa intorno alla quotidianità e alla sfera intima; indaga sui luoghi, sui rapporti e le connessioni familiari, in un contesto domestico e spesso rurale. Tra le principali mostre collettive si ricordano Jump presso Art-O-Rama (Marsiglia, 2014), Soup of flies presso Pomo Gallery (Milano, 2014), Disappearance in occasione di PhotoArtVerona (Verona, 2011), Sie Leben presso AC-Galerie (Berlino, 2010), Prime Visioni presso Galleria Belvedere (Milano, 2010), (F)our in occasione del festival Fotografia Europea (Reggio Emilia, 2009).